Travo

Le origini di Travo rimandano al periodo neolitico. I primi insediamenti, individuati nel sito archeologico di Sant’Andrea, e testimoniati dalle iscrizioni dedicate alla Dea Minerva Medica Cabardiacense e i resti del tempio murati nella canonica della vicina Chiesa di Caverzago. risalgono alla prima metà del IV millennio a.c..

Il suo nome da solo è leggenda: Trivia, Trivium, Trebano, Trauano, Trabea, Trabanus, Trabano, Trabanum, Trebanum, Travano, Traveno, Trave, Trevi, Travi e Travo… come narra il libro di Carlo Mazzocchi “Travo, il suo nome, la sua leggenda”, ma è saputo che tra le tribù che popolarono l’abitato, fu dai Galli che probabilmente venne ereditato il toponimo di Trivia mantenuto durante il periodo coloniale romano.

La tradizione tramanda che nel 303 presso il santuario di Caverzago il legionario romano Antonino venne martirizzato, divenendo successivamente patrono di Travo e della città di Piacenza grazie alla devozione di San Savino, secondo vescovo di Piacenza e scopritore delle sue relique.

Il borgo e il suo territorio limitrofe, comprendente una vasta area tra la Pietra Parcellara e Pigazzano, fu annesso tra i possedimenti dell’Abbazia di San Colombano di Bobbio e successivamente la caduta dei Longobardi assegnato dal Sacro Romano Impero alla famiglia dei Malaspina, con lo scopo di avere un sicuro punto di transito verso il mare.
I Malaspina vi eressero un castello (Castrum Trabani) nel XII secolo, ma esso andò distrutto nel 1255 dal condottiero Oberto “Il Pallavicino”.

Con l’arrivo della famiglia Visconti a PIacenza, nel 1302 il feudo passò alla famiglia Anguissola e divenne sede comunale nel 1805. 
Nel 1978 la contessa Maria Salini donò il castello Anguissola al Comune, che lo destinò a museo, aperto nel 1997, contenente reperti risalenti al paleolitico, ceramiche del neolitico, testimonianze dell’età del rame, del bronzo e del ferro, dei Liguri, dei Celti e degli Etruschi fino all’epoca romana.