Prima Dieta di Roncaglia

In questa prima dieta l’imperatore pose il divieto solenne all’alienazione dei feudi senza l’assenso del signore locale. Inoltre, con efficacia retroattiva, furono dichiarate nulle tutte quelle avvenute in precedenza e ritenute in spregio del diritto imperiale.

Parte consistente della prima dieta fu comunque occupata dalle preoccupazioni dei feudatari e di alcuni comuni (in particolare Pavia, Como e Lodi), contro lo strapotere milanese. Qui si assistette al tentativo dell’imperatore di assumere il ruolo del paciere fra i contendenti, ordinando la sospensione di ogni atto ostile.

Nel frattempo, assistito dai giuristi dello studium di Bologna, l’imperatore iniziò a definire quali regalie, o regalia (atti di riscossione) erano spettanti a chi detenesse il titolo imperiale, questo nel tentativo palese di comprimere i poteri delle locali autorità comunali.

Si può tranquillamente affermare che i dettami di questa prima assemblea restarono sostanzialmente inapplicati, nonostante l’imperatore compisse alcuni atti di forza come ammonimento per i più riottosi, facendo distruggere alcune località minori e prendendone altre più importanti come Asti e Chieri.